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Nathan Miller

(Boulogne-Billancourt, Francia, 1968) ha abbandonato gli studi a diciassette anni per entrare a far parte come stagista della troupe dell’assistente alla regia Valérie Othin-Girard. È stato a sua volta assistente alla regia a diciannove anni fino al 1994, per poi dirigere il suo primo cortometraggio, Au fond, Tout au fond. Negli anni successivi si è dedicato alla regia di altri cortometraggi, alla scrittura di sceneggiature e alla realizzazione di spot pubblicitari. Dal 1985 ha collaborato con il padre Claude Miller svolgendo per lo più il ruolo di assistente alla regia (L’effrontee, L’accompagnatrice, Le sourire, Un secret) e con lui ha diretto la sua opera prima, Je suis heureux que ma mère soit vivante.

La nostra identità è come un pezzo di stoffa i cui contorni sono delineati dalla nostra infanzia. La presenza di coloro che ci hanno cresciuto, i nostri genitori, ha creato le basi di ciò che siamo. Ma cosa succede quando c’è un’assenza? È una delle domande che pone il film.
Claude & Nathan Miller