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SI CHIUDONO GLI INCONTRI IN VILLA CON UN APPELLO: EMERGENZA CULTURA
06/09/2008
Si sono conclusi ieri gli appuntamenti alla Villa degli Autori, con il coordinamento “EMERGENZA CULTURA” che ha proposto l’incontro VERSO UN NUOVO UMANESIMO – Riaprire il dialogo tra i linguaggi. L’appuntamento, incentrato sull’importanza del riconoscimento della cultura come elemento centrale della vita civile e democratica del nostro Paese, si è posto come proseguimento del discorso iniziato, il 28 marzo scorso al Teatro Valle di Roma, con il convegno Emergenza Cultura dal quale è scaturito il manifesto Progetto per un Nuovo Umanesimo. A Venezia questo discorso si è tradotto in un incontro con la Biennale, il mondo del cinema italiano e internazionale, le istituzioni e le associazioni di teatro, di letteratura e musica contemporanea, nella prospettiva della creazione di un laboratorio permanente che ponga la cultura come scelta strategica per una società in trasformazione.
A parlarne, il regista Ugo Gregoretti in qualità di Presidente dell’Associazione Nazionale Autori Cinematografici (ANAC), in rappresentanza dell’Associazione per Teatro Italiano, Benedetta Buccellato, Nino Russo (Anac), che si è fatto portavoce delle parole di Carlo Lizzani, assente giustificato perché impegnato nella preparazione del suo prossimo film, Rocco Cesareo, del Sindacato Nazionale Scrittori, Bruno Torri, Presidente del Sindacato dei Giornalisti Cinematografici, Emidio Greco (vicepresidente Giornate degli Autori), Roberto Perpignani, Presidente Federazione Italiana delle Associazioni Cineaudiovisivo.
Paolo Baratta - Presidente della Biennale di Venezia – intervenuto all’incontro ha sottolineato come continuamente “ci si pone il problema di essere una vetrina seria e qualitativa per gli autori. Mentre svolgiamo questo lavoro ci troviamo in difficoltà di dialogo con il mondo che ci circonda che tende a considerare la cultura come momento di consumo e la creatività come una sorta di macchina per trasformarci in transiti di novità”. In chiusura, Fabio Ferzetti (Delegato generale Giornate degli Autori), ha riassunto la crisi delineata in questo incontro, in una “mancanza di sforzo nel cercare di capire i cambiamenti della società”.