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#12 PRETTY WOMAN AL SANGUE
08/09/2005
"Quando si è giovani si è pieni di sogni, poi si invecchia e si diventa pieni di ricordi", dice uno dei personaggi principali all'inizio di Parabola, selezionato ai Venice Days e presentato mercoledì. Il giovane regista belga Karim Ouelhaj ha già trasformato uno dei suoi sogni in ricordo: la realizzazione di questo suo primo film. In uno spigoloso mix di stili che rivela la formazione nel videoclip del regista, il suo Parabola offre un ritratto brutale e onesto della durezza della vita di un gruppo di giovinastri nella città vallone di Liegi.
Protagonista principale del film è Sara (una magnifica Céline Rallet), che condivide occasionalmente i suoi pensieri con noi in un'intima confessione direttamente nella telecamera. Si prostituisce perché è un modo per fare soldi rapidamente- nonostante non sia Pretty Woman. Ouelhaj ritrae il suo mondo senza fascino; secondo il regista, “non c'è poesia o amore” nel sesso sullo schermo: “[per i personaggi] il sesso è perlopiù un mistero sessuale”. Ouelhaj, infatti, vede una somiglianza nel modo in cui la sua protagonista femminile cerca di andare avanti ed il modo in cui il suo primo film è stato girato quasi senza budget. “Senti il desiderio di uscirne, non importa quello che accada, questo è ciò che conta alla fine”.
Lo shockante realismo della storia è in contrasto con il suo stile da videoclip costruito intenzionalmente, che usa il bianco e nero e il montaggio dei colori (alcuni modificati digitalmente), riprese in movimento accelerate e allo stesso tempo lunghi primi piani e sequenze in slow-motion. Dice il regista: “Volevo creare qualcosa di puramente cinematografico per lo stile del film, perché la storia in sé è realistica abbastanza”. Con una mano sicura che smentisce la relativamente breve esperienza di Ouelhaj, il film combina una storia realistica con in linguaggio visivo che pone l'accento sulla sua artificialità direttamente dietro la storia.
Parabola ricorda una delle austere e desolate qualità delle storie di Moodysson, e il suo presagito senso di una incombente violenza è simile al recente film di Cannes The great ecstasy of Robert Carmichael; che ha causato tumulti alla sua presentazione. Ouelhaj è, in maniera similare, estraneo a compromessi nella sua visione; cita come fonti di ispirazione il violento realismo di Stone, Ferrara e Scorsese tra gli altri. Le scene finali di Parabola saranno dure da digerire per gli stomaci deboli; una volta dato inizio alla violenza, sembra andare avanti per sempre, sia per i personaggi che per il pubblico. Ma quale altro finale potrebbe avere questa storia? Ci sono poche storie felici nonostante tutto nella vita vera, d'altra parte.

Boyd van Hoeij
www.cineuropa.org
Nella photogallery, immagini di Michele Lamanna


karim ouelhaj        karim ouelhaj
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